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19 May Una notte come tanti anni fa ....o quasiSabato scorso ho vissuto un flashback , un dejavu, la mia mente ritornava indietro di qualke tempo, esattamente a quando vivevo le notti balorde nei locali campani dove il pianobar ci faceva scatenare, urlando a squarciagola i meddley che ci propinava, l'unica differenza è che ero sobrio e senza nessun effetto speciale. Nonostante tutto ho ricordato di aver goduto tanto la vita senza gettare nessuna delle poche opportunità che mi offriva e riflettevo sulle seghe mentali che tanti si fanno alla ricerca di sicurezze, tutto è molto cambiato e non credevo potesse succedere, ho dedotto che non esiste nessun programma che venga rispettato, che c'è sempre il nuovo dietro l'angolo ed ho ancora voglia di girarlo questo maledeto vicolo. Tra la gente che c'era vedevo le varie generazioni intrecciarsi e cercare di godersela senza freni, perchè quella notte lo richiedeva, l'atmosfera era la giusta ed ognuno cercava di sfruttare il momento nel modo migliore, anche se nelle menti di ognuno cavalcavano problematiche diverse, buttate nel dimenticatoio per qualche ora, certo non venivano risolte ma per un attimo abbandonate e negli occhi di tutti si leggeva chiaramente ME NE FOTT!!!... domani si vedrà. Quel cielo stellato, quella brezza sul lago, il mio vecchio drink preferito (pernod-menta sciroppo, ghiaccio e tonica) che mi lascia la bocca fresca e gradatamente alcolica, adatto al fumatore incallito che da sempre sono, la gente, la musica, le splendide donne, sempre meno vestite (adoro l'estate), gli occhi di una donna ed i suoi pensieri confusi, atti solo a fuggire la realtà per il solo motivo che non è quella che desidera. Tutto in sintonia con quello di cui avevo bisogno, niente di più che poche ore di relax per aiutarmi a non dimenticare mai CHE LA VITA E' BELLISSIMA.
15 May La bocca della verità 5° CAPITOLOOggi sono in vena di sfogare, premetto che quello che scrivo è sempre mia opinione del tutto personale e comunque aperta ad ogni sorta di discussione. Nelle mie esperienze dirette ed in quelle raccolte dai racconti altrui posso affermare alcune cose che sembrano standard nel mondo della chat, le scriverò di getto ed in ordine sparso per come mi vengono. Prima di tutto non credo ai rapporti di amicizia in chat, se poi queste non vengono consolidate almeno dal vedersi e poi tutto il percorso successivo, certo ci può essere stima, simpatia, confronto, rivedersi negli altri, avere lo stesso modo di vedere le cose, ma l’amicizia è molto di più. Ognuno di noi che si interfaccia con il sesso opposto lo fa per una forma di curiosità, che può anche essere confronto con quello che si vive nella realtà, spinti dal campo magnetico che attrae i poli opposti, ed il modo migliore, come sempre, è non prefissare mete o limiti, ma far scorrere il rapporto come il destino vuole che vada. Una delle cose che ho notato è che molti non mettono le proprie foto, specialmente donne, perché non sono proprio bellezze da copertina, tranne pochissimi casi, dovuti a scelte personali (state certi che ho avuto modo di vedere chi non si espone ed è di una bellezza sconvolgente) gli altri sempre confermano la regola, ma questo non è un defilè, quindi facciamoci accettare per come siamo e cerchiamo chi potrebbe essere interessato a noi, consiglio di vivere la realtà e se siamo “normali” non cerchiamo i top, perché rincorriamo un utopia che ci porterà a grandissime delusioni, ho sentito di donne che mostrano solo il loro viso e poi pretendono di vedere le foto con data odierna , per intero, primo piano del viso e quando poi finalmente si mostrano tutte, scoprono difetti per i quali non avevano nessun diritto a pretendere la disponibilità altrui. A quelli che “imbrogliano” sull’età, sul peso, sull’altezza ed altro dico che siete destinati ad una vita all’ombra, perché se decidete di uscire allo scoperto vi consiglio di fornire la realtà delle cose, in quanto la reazione altrui potrebbe essere tremenda, non sempre ci si trova di fronte a persone delicate e di buonsenso. Continua…………….
07 May Il punto G: tutto quello che c'è da sapere
Sul famoso punto G centro di piacere delle donne la letteratura medica ha avuto molto da dire. Prende il nome dal ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che per prima lo ha individuato. Questo medico pubblicò nel 1950 un dettagliato studio scientifico, nel quale sosteneva la presenza di una zona, interna alla vagina, dalla quale aveva origine il piacere sessuale femminile. La sua ricerca suscitò molti dubbi e nonostante negli anni successivi altri studiosi ne abbiano confermato la presenza, molti ginecologi ne negano l'esistenza.
Cerchiamo di capire cosa è di preciso.
E’ un piccolo punto grande quando una monetina collocato nella parete anteriore della vagina circa 4-5 cm dietro il clitoride. Si tratta di un fascio di terminazioni nervose che se stimolate adeguatamente producono un orgasmo nella donna molto intenso. Non tutte le donne sono in grado di avere questo particolare tipo di orgasmo in ogni caso la chiave sembra essere lunghi preliminari e una lunga stimolazione sessuale.
Se questa parte viene adeguatamente stimolata l’utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo che può accompagnarsi alla produzione di un liquido molto chiaro. Questo liquido analizzato in laboratorio è stato visto essere simile alla composizione del liquido prodotto dalla prostata che ha il compito di proteggere gli spermatozoi. Per questa ragione i ricercatori pensano che il punto G sia un abbozzo di prostata.
E se qualche studioso ancora non crede all’esistenza del punto G sappiate che il dottore Emmanuele Angelo Jannini, docente di Sessuologia Medica, dell’Università degli Studi dell'Aquila, ha scoperto attraverso un semplicissimo strumento di uso routinario nella diagnostica, l’ecografia trans vaginale una zona di ispessimento proprio dove si trova il punto G.
Nel 1966 William Masters, un ginecologo, e Virginia Johnson, una psicologa,pubblicarono la proprie ricerche sulla vita sessuale. Furono in molti a storcere il naso all’idea di due studiosi che fossero intenti a osservare nel proprio laboratorio coppie di volontari presi in ogni sorta di attività sessuale. Ma l’effetto delle loro ricerche fu immenso e il loro libro Human sexual response è ancora oggi utilizzato nella sessuologia. La giusta pratica della manipolazione del punto G porterebbe la donna a raggiungere un orgasmo molto simile a quello dell'uomo, detto SQUIRTING (SPRUZZANDO) che si presenta con un abbondante spruzzo e che da una soddisfazione completa e molto appagante, molte donne non hanno mai provato nella loro vita questa sensazione e non conoscono nemmeno l'esistenza, ma quelle che invece sono use a questo fenomeno lo nascondono come se fosse elemento di cui vergognarsi.
06 May IL COMMENTO
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