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26 March Uno crece........Uno crece........ Uno crece cuando no hay vacío de esperanza, ni debilitamiento de voluntad, ni pérdida de fe. Yo voy creciendo
Uno cresce………..
Uno cresce quando non esiste un vuoto di speranza o un indebolimento della volontà o perdita di fiducia.
Uno cresce quando accetta la realtà e ha disinvoltura di vivere.
Quando accetta il suo destino, ma ha la volontà di lavorare per il cambiamento.
Uno cresce quando riesce ad assimilare ciò che lascia dietro di sé, costruendo ciò che l’attende e progettando quello che può essere l’avvenire.
Uno cresce quando si supera, si valorizza e sa dare frutti.
Uno cresce quando apre strada lasciando orme, assimila, esperienze... E semina radici!.
Uno cresce quando s’impone obiettivi, senza badare ai commenti, né ai pregiudizi, quando fornisce esempi senza inganni, né disdegno,quando mantiene i suoi impegni e non s’importa delle altrui opinioni.
Uno cresce quando è forte di carattere, sostenuto dalla formazione, e di temperamento sensibile.... E per nascita umano!.
Uno cresce quando si affaccia l'inverno e cadono le foglie e raccoglie fiori pure se hanno le spine e continua il suo cammino anche se si alza la polvere.
Uno cresce quando è in grado di affermarsi senza reminiscenze di illusioni, capace di profumarsi con residui di fiori.... e d’incendiarsi di residui di amore!
Uno cresce aiutando i propri simili, riconoscendo se stessi e dando alla vita più di quanto si riceve.
Uno cresce quando si pianta per non retrocedere ... Quando si difende come un’aquila per lasciarsi volare.... Quando si fissa come un ancora e si illumina come una stella.
Quindi ………..UNO CRESCE !!!!
Ed io stò crescendo
O almeno ci tento con tutte le mie forze
18 March Le cose che ho imparato nella vita di Paulo CoehloPaulo Coehlo
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
10 March «Siamo diventati cannibali dei nostri sogni».Eccomi qua, un nuovo giorno ha inizio, alzarsi, lavorare, bere, mangiare, dormire, ogni tanto una telefonata, una sera fuori, la solita solfa. Viviamo questa nostra vita così monotona credendo che in fondo non si possa volere nulla di più. Ditemi cosa ci manca? Io penso che ci manchi tutto. Molti affermano che "Fango", l’ultimo singolo di Jovanotti, è una canzone stupida. Assicurano che non ha senso tutto quel "Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo" eccetera. Sarà, ma sento che esprime il mio stato d'animo: "L’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente... il battito di un cuore dentro il petto, la passione che fa crescere un progetto, l’appetito, la sete, l’evoluzione in atto, l’energia che si scatena in un contatto". Dove sono finite le persone che credono in ciò che fanno, a cui batte il cuore al solo ascoltare una canzone? Dove sono i visionari, i sognatori, quegli stupidi illusi che credono di cambiare il mondo? Dove sono finiti i “ragazzi” che si ribellano alle regole (in modo sano)? E che vanno contro Il sistema con i propri valori e non con le armi e la delinquenza? E dove sono i sorrisi, le lacrime, le urla dei cuori in fiamme? Viviamo questa vita come se fossimo chiusi in camere a tenuta stagna, senza la possibilità di contatti con l’esterno, convinti che le uniche cose davvero importanti siano "io, io e ancora io". Dov’è l’amore? Dove sono gli uomini che lottano per una donna, che si mettono in ridicolo, che dicono "mi dispiace" o "ti amo" con le lacrime agli occhi? E dove sono le donne che amano sinceramente la persona che hanno accanto e non sfruttano i compagni come tassisti o per dimenticare di essere così maledettamente sole e vuote? Dove sono le persone vere, mi chiedo? Ci si ama finché non s’incontra qualcuno che è meglio di quel che già abbiamo. Ma è amore, questo? Viviamo in un mondo in cui le nostre pulsioni devono essere controllate, gestite e scientificamente monitorate. E bisogna aver paura dei sentimenti, perchè la maggior parte delle volte portano a qualcosa di male. Perchè non si può amare, odiare e vivere totalmente? Perchè non si può dare una mano senza sentirsi stupidi, dire quello che si pensa senza essere illusi o fraintesi, fare ciò che si vuole senza danneggiare gli altri, ma in linea con i nostri principi? Fino a qualche tempo fa facevo dei bei sogni, convinto che alla fine si sarebbero realizzati. Ci ho messo venti anni per capire che i sogni si realizzano una volta su mille e quell'unica siamo noi che dobbiamo conquistarceli con il sudore della fronte. Ebbene, pur lottando, spesse volte non si ottiene ciò che si vuole. Cosa ci resta, se non i “sogni”? La speranza, spesso vana, che alla fine arrivi la telefonata che aspettavamo da mesi, oppure, che bussi alla nostra porta una novità, in questa vita che sembra diversa e invece è sempre uguale. Così il tempo passa. E possiamo dire di avere vissuto davvero? Lottiamo per il diritto alla vita, contro l’aborto, l’eutanasia e la condanna a morte. Ma siamo gli assassini di noi stessi, e il peggio è che non ce ne rendiamo conto. Siamo cannibali, mangiatori d’uomini e di sentimenti, così bravi ad incolpare gli altri, mentre dovremmo guardarci allo specchio, e capire che se così va il mondo, è un po’ anche colpa nostra. Vogliamo la differenziata e poi ci secca dividere i nostri rifiuti, vogliamo sicurezza, ma non ci ribelliamo al sistema per ottenere qualcosa. Pretendiamo il rispetto, quando siamo i primi a non rispettare gli altri, anche se non parlo di cose eclatanti, ma di quelle piccole d’ogni giorno, della minuta dose di veleno elargita al prossimo con uno sguardo, un sorriso beffardo o una parolina inappropriata, della gran dose che riserviamo a noi stessi, quando ci accompagniamo alle persone sbagliate, non allontaniamo chi ha un ascendente negativo sulla nostra vita fino ad amare il nostro aguzzino. Si, siamo un po’ tutti afflitti dalla sindrome di Stoccolma. Amiamo i nostri persecutori e snobbiamo chi ci ama davvero. Chissà perchè siamo così? Poi arriva un momento nella vita in cui ci si sveglia dal torpore e le cose ci appaiono chiare. È quello il momento per dare una svolta. 03 March LENTAMENTE MUORE... di Martha MedeirosLentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi Questa bellissima poesia è stata l'ultima bella figura fatta da Mastella in parlamento , citata nel discorso delle sue dimissioni ed erroneamente, come troppe cose della sua vita, ha detto che è opera di Neruda togliendo luce a questa grandissima giornalista brasiliana. |
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