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January 29 È lassù in Paradiso San Gennaro pianseDovete sapere che un giorno all’anno, il Padreterno riceve i Santi del Paradiso, dal primo all’ultimo. Potete immaginare come questi devotissimi servitori di Nostro Signore aspettino questo momento per presentare qualche preghiera, per perorare una causa che sta a cuore. Tutti, pur se ormai sono nell’eternità, aspettano per un anno il fatidico incontro a quattr’occhi, se così si può dire, con il Creatore. Anche il nostro San Gennaro è in trepida attesa ma la data fatidica è trascorsa invano, il Patrono di Napoli non è stato ancora ricevuto. Preoccupatissimo e contrariato, corre con tutto il suo giovane vigore (non dimentichiamo che se ne è andato in Paradiso nel fiore degli anni) da San Pietro e, trafelato, chiede spiegazioni e sollecita l’udienza tanto attesa. Finalmente, il grande momento arriva e San Gennaro, per nulla intimidito, non nasconde il suo disappunto per essere stato ricevuto con ritardo. Di primo acchito, per quanto Santo fosse, è tormentato dal sospetto di un declassamento nelle gerarchie celesti, memore che già c’era stato qualche problema al riguardo, per non dire che talvolta qualcuno sulla terra aveva messo addirittura in dubbio la sua esistenza. Pur presentandosi con un’espressione contrariata, non osa però esternare i suoi sospetti. Il Padre Eterno, che legge nei cuori e parla a ognuno nella sua lingua va subito al punto: "San Gennà, aggio tenuto assaie che fa, vuie Sante site tante e nun aggio fatto a tiempo; e po', vuò vedé c’avessa da' cunto a te? ‘O munno sta chin’ ‘e guaie, ‘e grazie c’aggia fa so' tante". San Gennaro, tranquillizzato dal motivo del ritardo, che non ha nulla a che vedere con Lui, affabilmente si rivolge al Signore dicendo: "E proprio di guai Vi vengo a parlare; la mia Napoli sta troppo inguaiata, fate qualcosa, mettitece 'na mano Vuie, io sulo nun saccio cchiù c’aggia fa’". Il Padreterno, serio in volto, risponde: "San Gennà, tieni proprio 'na faccia tosta a te lamentà. Se c’è una città che ho sempre avuto a cuore e alla quale ho fatto tante grazie, questa è proprio la tua Napoli; quando è nata le ho dato sole, bellezza, mare pescoso e splendido, terre fertili e come se non bastasse anche tanti santi e pure mo, t’aggio fatto fa' 'o miracolo dint' 'o Duomo e t’aggio dato uno d’ ‘e meglie Cardinale che tengo, per non parlare della visita del Papa in persona. Che vuoi di più?" E San Gennaro: "Perdonatemi si faccio a faccia tosta e V’addimando grazie. E’ p’ ‘o' bbene ‘e ‘sta città che sta addiventanno malamente". Il Signore, con fare dolce: "Ti perdono, tu hai dato il sangue e la vita per me e non posso dirti di no, ma le grazie non bastano, i tuoi napoletani debbono ribellarsi al male, non assecondare chi lo rappresenta, lo pratica e schiaccia la loro dignità". Il Padre eterno incalza: "San Gennà, quella volta hai fermato la lava del Vesuvio ma questa volta il destino di Napoli sta in mano ai napoletani". A quel punto San Gennaro si appoggia al pastorale e guarda da lassù mentre una lacrima Gli riga il volto. Che almeno quella lacrima riesca a lavar via tutto lo sporco della città.
January 28 Mi voglio sfogare!!!!Viviamo alla giornata, con la memoria e il cuore nel passato e le più coriacee apprensioni per il futuro. Un futuro che non conosciamo, ma che quotidianamente affrontiamo, consapevoli della precarietà e della fugacità di tutto. Non ci facciamo più illusioni e scemano le nostre speranze. Abbiamo giocato una lunga, faticosa, affannosa partita. Una partita che, forse, non abbiamo vinto, ma nemmeno perduto. Avremmo potuto fare di più, dare di più. Ma non sempre ci siamo impegnati abbastanza. Un po’ per pigrizia, un po’ per egoismo, un po’ perché distratti dagli orpelli della vita. Non sappiamo se abbiamo avuto più di quello che meritavamo. Ma una cosa sappiamo, la sappiamo bene, e nessuno potrà mai smentirla: ci siamo votati a ciò che volevamo fare. Non ci siamo risparmiati sacrifici, ma i sacrifici sono necessari per capire. Niente ci è stato dato per niente e oggi, al momento di tirare le somme, le definitive somme della vita, siamo soddisfatti. Avevamo stretto un patto con il destino, e i patti con il destino si rispettano perché il destino è più forte di noi. Se non vogliamo caderne in balìa, abbandoniamoci fiduciosi a lui, obbediamo alle sue richieste e non chiediamogli sconti. Gli sconti si fanno ai deboli, agli incapaci, ai bisognosi, non a chi è sceso in campo con le armi della volontà, del coraggio, della coerenza per conquistare una meta. Abbiamo commesso tanti errori, non sempre siamo stati giusti e soccorrevoli, troppe volte abbiamo anteposto i nostri egoismi al bene collettivo. Troppe volte abbiamo mentito, ingannato, promesso e non mantenuto. Ma oggi, al momento del grande bilancio, facciamo ammenda delle insipienze, delle indifferenze, delle nostre piccole crudeltà, del nostro cinismo. Rimpianti ne abbiamo pochi perché la vita l’abbiamo vissuta fino in fondo, ma qualche rimorso ci assilla. Abbiamo amato chi meritava di essere amato, ma abbiamo anche invidiato chi ha avuto più fortuna di noi perché più bravo, perché migliore. La nostra coscienza non è immacolata, come non lo è quella di nessun uomo. Siamo laici, laici da sempre, profondamente e pervicacemente laici, e non crediamo al peccato originale, pur riconoscendo alla Chiesa il diritto di proclamarlo e predicarlo. La nostra non è una fede rivelata. La nostra è una fede laica, stoica, agnostica. Non ci facciamo domande che trascendono le facoltà della ragione, perché non troveremo mai una risposta. O, almeno, una risposta esaustiva, convincente, appagante. Non ci piace questo mondo perché questo mondo non può piacere, questo mondo è un brutto mondo. E lo è perché gli uomini lo popolano. Gli uomini con i loro vizi, le loro debolezze, le loro miserie, le loro viltà, le loro paure. Nessuno, questo mondo, riuscirà a cambiarlo o a migliorarlo perché l’uomo è imperfetto. Se le virtù lo aiutano a morire, i vizi lo aiutano a vivere. E un uomo, finché vive, vuole godere e non soffrire. Lasciatemi dire con Unamuno: «Il tempo passa, i dolori si dimenticano, resta ciò che abbiamo fatto». January 17 destra,sinistra,centro??????Io napoletano VERACE , in questi giorni vivo l’angoscia della mia regione, figlio di operai che hanno vissuto il dopo guerra, che credevano in cose che ormai non esistono più, e che hanno inculcato a noi figli, cose che non appartengono al nostro mondo odierno.
Mi ritrovo nella confusione totale rispetto agli ideali insegnatimi ed ai valori che mi hanno trasmesso nel DNA.Dopo la scena vista alla camera ieri mattina , dove tutti i parlamentari sono stati solidali con Mastella , significa che la CASTA ormai si è coalizzata contro di noi. Non riesco più a comprendere, le ragioni per le quali i vecchi politici erano più o meno umani e i nuovi che promettono cambiamenti diventano sempre più INTOCCABILI. Cosa dico hai miei figli su quest'argomento scabroso?? Io non me la sento di essere complice di questa immensa truffa, non voglio paretcipare alle male fatte, non voglio dare il mio voto per essere coinvolto nel suicidio dell'Italia, per i miei figli, per le persone a me care, non ho il coraggio di guardare in faccia gli altri sapendo che ho contribuito allo sfacelo. E se avessimo tutti il coraggio di non votare? Forse qualcosa accadrebbe, non conosco le leggi, ma se nessuno viene votato cosa succede? non credo che possano eleggere chi non ha voti? Seguire Grillo che denuncia , ma poi non "scende in campo" per dimostrare che si può cambiare, mi sembra poco costruttivo. Tutti quelli che dovrebbero tutelarci passano con nemico: sindacalisti, magistrati, avvocati, questori, poliziotti, ecc. tutti a fare i politici. Ho tanta voglio di finirla e dire BASTA!!!!!!! Ma ci penso sempre e non riesco a trovare la soluzione, con la quale possa terminare questo SCHIFO. Spero che tanti come me abbiano questi pensieri e che insieme riusciamo a trovare il coraggio per salvare il nostro paese da questa invasione criminale, attenti a non credere al solito MASANIELLO di turno, che poi, come la storia insegna, passa al nemico, aspettiamo prima che ci dimostrino i fatti e non regaliamo più la nostra fiducia come abbiamo fatto finora. January 06 Quanrant'anni...anzi quasi 50
La vita media della popolazione italiana ed europea si allunga sempre di più e gli ultimi provvedimenti in materia pensionistica stanno alzando l'età media di tutti lavoratori. Paradossalmente, però, chi passa i 40 anni scopre di essere diventato, per il mondo del lavoro, improvvisamente troppo vecchio. Tra i 40 ed i 45 anni il giro delle promozioni è in genere concluso, non si investe più in formazione ed aggiornamento tecnico e si avvia un processo implicito di allontanamento tra l'organizzazione e il professionista che ha superato gli "anta". January 02 Preghiera di inizio annoSignore ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà,perché ho imparato l'arte di sopravvivere.
Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l'arroganza,perché ho capito il valore dell'umiltà.
Ti ringrazio di avermi concesso la sofferenza,perché ho diviso il pane della solidarietà.
Ora vorrei rivolgerti una preghiera:non sarebbe possibile una botta di culo?
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